Il Disability Manager nei Comuni: obblighi normativi, opportunità organizzative e buone pratiche

Andrea Venuto • 9 settembre 2026

Il D.Lgs. 222/2023 rafforza le responsabilità delle pubbliche amministrazioni in materia di inclusione e accessibilità. La formazione permette di tradurle in scelte organizzative, servizi fruibili e risultati verificabili.

Una professionista su una carrozzina attiva a telaio rigido e schienale basso partecipa a una riunione con tre colleghi.

Immagine illustrativa generata con IA: una scena di lavoro immaginaria.

Un cittadino prenota un appuntamento sul sito del Comune, ma il modulo non funziona con il suo lettore di schermo. Una dipendente rientra al lavoro e trova strumenti che non riesce più a utilizzare. Una persona sorda partecipa a un incontro pubblico, ma non può seguire gli interventi.

Sono situazioni diverse, accomunate da una responsabilità organizzativa: rendere possibile la partecipazione. Per affrontarle servono persone preparate, uffici che collaborano e obiettivi riconoscibili.

Il D.Lgs. 13 dicembre 2023, n. 222, in vigore dal 13 gennaio 2024, interviene proprio sulla riqualificazione dei servizi pubblici per l’inclusione e l’accessibilità. Per i Comuni porta obblighi da conoscere e attuare, insieme all’opportunità di migliorare il proprio modo di lavorare. Testo del decreto in Gazzetta Ufficiale.

Quali obblighi introduce il D.Lgs. 222/2023 per i Comuni

Nel dibattito pubblico si parla spesso di “Disability Manager”. Per applicare correttamente il decreto occorre distinguere due funzioni, con destinatari e regole differenti.

1. L’inclusione delle persone con disabilità che lavorano nell’ente.

L’articolo 6 modifica l’art. 39-ter del D.Lgs. 165/2001 ed elimina la precedente soglia di oltre 200 dipendenti. Le pubbliche amministrazioni, quindi anche i Comuni, devono nominare un responsabile dei processi di inserimento lavorativo delle persone con disabilità, individuandolo tra il personale in servizio.

La scelta ricade su dirigenti o altri dipendenti, dando priorità all’esperienza in inclusione e accessibilità, anche comprovata da formazione specifica. Il responsabile segue l’inserimento, cura il raccordo con i servizi competenti e interviene sugli accorgimenti organizzativi e sulle soluzioni tecnologiche, anche per gli accomodamenti ragionevoli. D.Lgs. 222/2023, art. 6.

2. L’accessibilità dei servizi rivolti ai cittadini.

L’articolo 3 introduce nell’art. 6 del D.L. 80/2021 una figura interna che definisce le azioni per l’accessibilità fisica e digitale nel PIAO, il Piano integrato di attività e organizzazione, e propone i relativi obiettivi di performance, sviluppo organizzativo e formazione. La disposizione riguarda le amministrazioni richiamate dal comma 1, con più di 50 dipendenti. Per quelle con meno di 50 dipendenti il comma 2-ter prevede l’applicazione facoltativa di questo specifico assetto, anche in forma associata.

È richiesto un dirigente amministrativo o un dipendente equiparato con esperienza pertinente. Il responsabile dell’inserimento lavorativo può svolgere anche questa funzione se possiede la qualifica dirigenziale. La facoltà prevista per gli enti più piccoli non elimina l’obbligo dell’art. 39-ter. D.Lgs. 222/2023, art. 3.

Il quadro va letto anche con gli aggiornamenti successivi: l’art. 7, comma 5, del D.L. 19/2026, convertito dalla L. 50/2026, prevede che i nominativi individuati ai sensi del comma 2-bis siano comunicati, oltre che al Dipartimento della funzione pubblica, anche al Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Testo coordinato, art. 7.

Il D.Lgs. 222/2023 distingue l’inclusione lavorativa, con un responsabile interno e senza la precedente soglia di 200 dipendenti, dall’accessibilità dei servizi nel PIAO, con regole specifiche per le dimensioni dell’ente. La formazione collega responsabilità, azioni e verifica dei risultati.

La formazione dà contenuto alla responsabilità

La nomina è un passaggio necessario. La capacità di riconoscere una barriera, ascoltare chi la incontra e individuare una soluzione si costruisce con competenze e pratica.

Il collegamento con la formazione è presente nel decreto: conta nella preparazione delle figure individuate e nella programmazione degli interventi. Il portale istituzionale della riforma sottolinea il rapporto tra accessibilità, risorse e formazione dei dipendenti pubblici. Il D.Lgs. 222/2023 non prescrive un unico corso obbligatorio, un monte ore standard o una specifica certificazione professionale. Il percorso va progettato sulle responsabilità e sui bisogni dell’ente. Approfondimento del Ministro per le disabilità e Formez.

Per un Comune, proponiamo una formazione che coinvolga il responsabile individuato e gli uffici con cui dovrà lavorare: personale, servizi sociali, ufficio tecnico, URP, comunicazione e servizi digitali. Un linguaggio condiviso permette di affrontare le richieste senza continui rinvii da un settore all’altro.

Il programma può articolarsi in cinque aree operative:

  • Norme e responsabilità: distinguere le funzioni, leggere gli obblighi e collegarli agli atti dell’ente.
  • Accessibilità dei servizi: esaminare sportelli, percorsi, prenotazioni online, documenti e comunicazioni considerando barriere fisiche, sensoriali, cognitive e digitali.
  • Inclusione lavorativa: affrontare casi di inserimento e permanenza al lavoro, organizzazione delle attività e accomodamenti ragionevoli.
  • Ascolto e collaborazione: raccogliere le esigenze delle persone con disabilità e lavorare con le associazioni e gli uffici competenti.
  • Programmazione e verifica: trasformare un problema in un intervento con un referente, una scadenza e un risultato misurabile.

Ogni modulo dovrebbe produrre qualcosa che il Comune possa utilizzare: una procedura rivista, una scheda per raccogliere le criticità, una proposta di obiettivo o una verifica su un servizio reale. Anche la formazione deve essere accessibile, nei materiali e nelle modalità di partecipazione.

Buone pratiche: dal corso al lavoro quotidiano

Immaginiamo un laboratorio sulla prenotazione degli appuntamenti comunali. Il gruppo segue l’intero percorso: trovare le informazioni, compilare il modulo, ricevere la conferma, raggiungere l’ufficio e ottenere il servizio. Le difficoltà emerse vengono assegnate agli uffici competenti e verificate dopo l’intervento. È un esempio di esercitazione, da adattare alle caratteristiche del Comune.

Per rendere continuativo questo metodo, proponiamo cinque passi:

  1. Dare un mandato chiaro. Precisare compiti, relazioni tra uffici e modalità con cui il responsabile può portare le criticità all’attenzione di chi decide.
  2. Scegliere poche priorità concrete. Partire dai servizi più utilizzati o dalle difficoltà segnalate, indicando per ogni intervento risorse, tempi e responsabilità.
  3. Coinvolgere le persone interessate. Raccogliere contributi prima di scegliere le soluzioni e verificare la fruibilità con chi utilizza il servizio.
  4. Integrare gli strumenti dell’ente. Mettere in relazione, secondo le rispettive competenze, PIAO, organizzazione del personale, accessibilità digitale e pianificazione degli interventi sugli spazi.
  5. Verificare cosa cambia. Misurare, per esempio, quante procedure sono state rese accessibili, quali ostacoli persistono e se una richiesta riesce a concludersi senza assistenza aggiuntiva.

Il coinvolgimento delle associazioni rappresentative delle persone con disabilità nella programmazione è previsto dall’articolo 5. L’articolo 4 collega inoltre inclusione e accessibilità alla valutazione della performance: gli obiettivi devono trovare riscontro nei risultati. Art. 5, partecipazione, art. 4, performance.

Un’opportunità organizzativa per ogni Comune

Un’amministrazione che conosce le proprie barriere può programmare meglio gli interventi. Una modulistica comprensibile, una procedura chiara e un canale di contatto accessibile aiutano il cittadino e facilitano il lavoro degli uffici. Sono benefici da verificare nella pratica, attraverso ascolto e monitoraggio.

La formazione può diventare il luogo in cui competenze diverse si incontrano: chi gestisce il personale comprende gli strumenti digitali, chi progetta gli spazi ascolta le esigenze degli sportelli, chi comunica impara a rendere le informazioni utilizzabili.

Per Connessioni Sociali, pensare Differente significa partire dalle persone e costruire queste connessioni. Il D.Lgs. 222/2023 offre un riferimento concreto per far entrare l’accessibilità nelle decisioni quotidiane delle pubbliche amministrazioni.

Il tuo Comune sta individuando il responsabile o deve rafforzarne le competenze? Confrontiamoci su un percorso formativo dedicato al Disability Manager e agli uffici coinvolti, costruito sulle esigenze dell’ente e orientato a risultati applicabili ai servizi. Contatta Connessioni Sociali.


Riferimenti verificati sulle fonti indicate l’8 settembre 2026. Le esercitazioni e i cinque passi operativi sono proposte formative ed organizzative, non casi di enti citati come già realizzati.

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L’innovazione è alla base di ogni progresso, l'inclusività non deve essere solo un principio morale, ma anche una strategia intelligente per il successo. Connessioni Sociali nasce con l’obiettivo di aiutare le organizzazioni a pensare Differente , a mettere al centro l'accessibilità universale e l'inclusione in ogni ambito: dall'urbanistica all'IT, dal design ai servizi pubblici. Perché? Perché pensare Differente vuol dire vedere opportunità dove altri vedono barriere e diffidenza; e queste opportunità generano valore, tanto per le persone quanto per le aziende e le istituzioni. Perché Pensare Differente è la Chiave del Futuro Quando parliamo di inclusione, non stiamo solo parlando di abbattere barriere fisiche come gradini o porte strette, ma di rivedere il nostro modo di pensare e progettare. L'accessibilità e l'inclusione non sono solo diritti fondamentali delle persone con disabilità, ma sono anche risorse che promuovono l'innovazione e migliorano la qualità della vita di tutti. Adottare l'approccio dell'Universal Design, per esempio, significa progettare prodotti, spazi e servizi che siano fruibili da chiunque, indipendentemente dalla sua condizione fisica. Questo approccio non solo favorisce le persone con disabilità, ma aumenta anche l’efficienza e la fruibilità per chiunque. Pensare Differente porta a soluzioni innovative che rispondono alle necessità di un pubblico più ampio, con benefici economici tangibili per le aziende e una maggiore competitività sul mercato. Il Ruolo della Tecnologia e del Design Inclusivo Le nuove tecnologie, in particolare l'Intelligenza Artificiale (AI) e il design inclusivo, sono i motori principali che ci permettono di pensare Differente. A Connessioni Sociali, vediamo come l'adozione di tecnologie avanzate possa abbattere barriere fisiche e cognitive. Un esempio concreto è il nostro lavoro con l'accessibilità digitale. Aiutiamo le aziende e le istituzioni a rispettare le normative come le WCAG 2.2 per la creazione di siti web accessibili, facilitando l'inclusione online anche per le persone con disabilità visiva o uditiva. L'integrazione dell'AI in questo processo permette di personalizzare l'esperienza digitale, adattandola alle diverse esigenze degli utenti, creando ambienti digitali inclusivi che potenziano l'accesso alle informazioni. Inoltre, il design inclusivo va oltre le tecnologie digitali e abbraccia anche la progettazione urbana. Le città moderne devono essere progettate pensando a tutte le persone, con soluzioni come le rampe per disabili, percorsi tattili e spazi pubblici accessibili, come quelli promossi dal nostro progetto #IoRampo. Ogni piccola modifica in favore dell'inclusività è un passo verso una società più giusta e accessibile, e questo ha anche un impatto diretto sul business delle aziende che investono in questi progetti. Dalle Idee all'Azione: L'Esempio di Connessioni Sociali Nel concreto, a Connessioni Sociali ci occupiamo di consulenza e progettazione in vari settori, tra cui la mobilità inclusiva, il design urbano e l'accessibilità digitale. I nostri progetti, come InclusionWalkWay, mirano a creare percorsi pedonali accessibili che integrano design universale e tecnologie avanzate, garantendo che chiunque, indipendentemente dalle sue capacità fisiche, possa spostarsi facilmente. Un altro esempio che dimostra come pensare Differente possa generare valore per le imprese è il nostro lavoro con le PA. L'adozione di linee guida per l'abbattimento delle barriere architettoniche nei PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche) è fondamentale per garantire che gli spazi pubblici siano fruibili da tutti, creando una società più giusta e accessibile. Allo stesso tempo, aiutiamo le aziende a rispondere alle normative e a migliorare la loro reputazione aziendale attraverso la creazione di ambienti inclusivi che attirano una clientela più ampia. Un Invito al Cambiamento Se l'inclusione è vista come una risorsa, non come una limitazione, le possibilità di crescita diventano infinite. Unisciti a noi nel fare la differenza, sia come professionista, sia come azienda o istituzione. Inizia a pensare Differente. Proponiamo strategie concrete per abbattere le barriere fisiche, digitali e culturali, rendendo la nostra società più accessibile e più equa per tutti. Pensare Differente non è solo una filosofia di vita; è una strategia vincente per costruire una società più equa e, al contempo, migliorare il business delle aziende. Connessioni Sociali è pronta a guidarti in questo cambiamento, con soluzioni innovative che uniscono tecnologia, design inclusivo e accessibilità per creare valore sociale ed economico.